Dicono di noi

In un periodo così delicato e complesso, abbiamo avvertito la necessità di metterci al servizio di chi è più in difficoltà, per rispondere prontamente alle esigenze delle aziende su diversi fronti e dare così un supporto concreto soprattutto nella fase così delicata di ripartenza. Molti nostri clienti e fornitori hanno aderito senza esitare un solo istante all’iniziativa e per questo li ringraziamo infinitamente.

Ringraziamo anche la Gazzetta di Mantova che ha voluto dare risalto al nostro impegno diffondendo ad un pubblico più vasto la mission di prontiperlaripresa.it: “fare in modo che tutte le aziende possano uscire vincenti da questa situazione così sfidante.”

Gazzetta di Mantova – 24 maggio 2020

Imprese alla prova resilienza Covid tra sicurezza e impatto psicologico

Dal grado di resilienza post-Covid alle misure di sicurezza, dalle introvabili mascherine ai termoscanner imposti all’ultimo minuto, dallo smart working questo sconosciuto ai disagi psicologici.

La fase 2 ha rappresentato e rappresenta per le aziende la necessità di far fronte in tempi rapidi a problematicità impensabili solo qualche mese fa. Era il 14 marzo e il protocollo per la prevenzione dal contagio nei luoghi di lavoro era appena stato sottoscritto, quando le due società di consulenza mantovane Pqa e Nur hanno deciso di unire le loro forze per «dare un supporto a chi non sapeva dove sbattere la testa».

L’una specializzata in qualità, ambiente, sicurezza sul lavoro, privacy e l’altra in digital marketing, nel giro di cinque giorni hanno creato “Pronti per la ripresa”, una specie di task force anti-Covid. «Attivando i nostri clienti, fornitori e contatti– spiega Fabio Guizzardi, amministratore di Pqa – e mettendo in campo la nostra esperienza abbiamo capito che potevamo essere utili, fornendo alle imprese gli strumenti giusti per ripartire». E il loro è ora una sorta di osservatorio privilegiato sui tanti nodi della ripartenza. Quattro i temi caldi individuati: lavoro in azienda; lavoro da casa; comunicazione nell’era del Covid-19; tecnologia e misure di sicurezza. «Ci siamo da subito occupati della redazione dei protocolli per la tutela della salute dei lavoratori, facendo rete siamo poi riusciti a reperire mascherine piuttosto che pannelli in plexiglass o ad indirizzare verso ditte specializzate nella pulizia e sanificazione».

Così come nella corsa dell’ultimo minuto ai termoscanner «da affiancare a una corretta informativa sulla privacy». Ma ripartire significa anche «farsi i conti in tasca, capire quanto la propria attività saprà resistere alle nuove condizioni, essere resiliente – spiega ancora Guizzardi – Molti si stanno domandando come e se riusciranno a operare in un contesto così volatile e hanno bisogno di un piano economico e finanziario che disegni gli scenari dell’attività post-Covid».

Ma significa pure affrontare i contraccolpi psicologici di una ritardata se non mancata riapertura, di una cassa integrazione, di un contratto non rinnovato: «Il sostegno psicologico di crisi è un servizio non terapeutico che forniamo, condotto da una psicologa per chi vive momenti di disagio personale».

Capitolo a parte lo smart working «che all’inizio è stato disagevole per molti – prosegue Guizzardi – e molte aziende non sapevano da dove partire con strumentazioni, regolamento, gestione di un team o anche solo per la comunicazione in videoconferenza». Come pure la comunicazione all’esterno: «C’era e c’è la necessità di far sapere ai clienti che un’attività anche se ferma non è chiusa, attraverso newsletter, canali social, motori di ricerca».

Non ultimo nodo la capacità di rimettersi in gioco cogliendo le sfide che questa crisi ha lanciato, a partire dall’e-commerce «perché oggi più che mai si impone la necessità di far girare le merci senza far girare le persone».

Articolo di Monica Viviani da “Gazzetta di Mantova” di domenica 24 maggio 2020

Contattaci per informazioni e soluzioni

Ho preso visione dell’informativa privacy


Leggi l’Informativa per il trattamento dei dati